ANTONIO RAIONE

ANTONIO RAIONE

Preparatore Atletico

US Catanzaro

Biografia

Antonio Raione è un preparatore atletico professionista calabrese, attualmente in forza all'US Catanzaro in Serie B nello staff di Alberto Aquilani. Catanzarese di origine, professore di scienze motorie e docente nei licei catanzaresi — anche al prestigioso "Galluppi", ha costruito un profilo professionale che combina rigore scientifico, formazione accademica e una marcata sensibilità educativa. "Ho avuto l'opportunità di affinare le mie conoscenze studiando all'ISEF e Scienze Motorie", ha raccontato in un'intervista, citando come passione personale l'atletica leggera, disciplina che ne ha modellato la cultura del lavoro fisico e del gesto tecnico.

Il suo percorso lo ha visto a lungo collaboratore di fiducia di Alberto Malesani, al cui fianco ha vissuto importanti esperienze in Serie A e Serie B: dopo il Sambiase 1962 in Calabria, nel 2011 approda al Bologna FC con Malesani, lasciando il club lametino che ne agevola il passaggio in massima serie; segue poi il tecnico anche al Sassuolo, dopo l'esonero di Eusebio Di Francesco, e in precedenza al Genoa, al Bologna e nella breve parentesi di Palermo. Più volte coinvolto nel progetto del Catanzaro come preparatore atletico della prima squadra, nel 2020 viene indicato come supervisore della preparazione atletica all'interno del progetto "Catanzaro Lab", un sistema di supporto decisionale per i dipartimenti del club voluto dal presidente Floriano Noto. Dal 1° luglio 2025 è ufficialmente preparatore atletico del Catanzaro in Serie B.

Particolarmente rilevante è il suo ruolo istituzionale all'interno del sistema-calcio italiano: nel gennaio 2025 ha ricevuto l'incarico di Coordinatore regionale AIAC per la Calabria, con la missione di formare e aggiornare i preparatori atletici della regione. Il suo approccio metodologico si distingue per un equilibrio fra scienza e ascolto: in un calcio sempre più ossessionato dai numeri e dagli algoritmi, Raione conserva un'anima artigiana — non si limita a misurare parametri o frequenze cardiache, ma interpreta la fatica, distingue il malessere fisico da quello emotivo, plasma l'atleta in funzione della persona, restando — nelle parole di chi lo conosce — "il professore del movimento" tra coni, cronometri e GPS.

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